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altosalento riviera dei trulli benvenuti in Puglia |
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Altosalento riviera dei trulli un territorio da favola |
BOZZETTI DI VIAGGIO In questa pagina riportiamo un estratto dall'opera "La Provincia di Lecce – Bozzetti di viaggio" del Prof. Cosimo De Giorgi, illustre studioso che, nella seconda metà dell'800, dopo aver visitato tutto il Salento ne descrive le sue impressioni e considerazioni. Quanto segue riguarda la parte nord-occidentale dell'allora Provincia di Terra d'Otranto che oggi si identifica nell'Altosalento.
"L’orografia della parte nord-occidentale della Terra d’Otranto è
la sola che meriti uno studio accurato per l’altezza delle colline sul livello
del mare, per la loro distribuzione ed allineamento. I colli della parte
meridionale sono di assai minor rilievo. Le prime sono la continuazione delle
Murge baresi, ed affatto
indipendenti geograficamente da quelle della Basilicata; i secondi formano un
gruppo orografico distinto, perché interrotto dalla grande pianura o
depressione, altra volta citata, dell’istmo
salentino, e nei loro assi si presentano allineati, come le prime,
da N.O. a S.E. Quel gran piano inclinato non è però veramente pianeggiante ma è tutto ondulato nella stessa direzione da S.O. a N.E., e vi si trovano quindi delle colline e delle depressioni, delle valli e dei bacini chiusi. Basta percorrere la via che da Ostuni mena a Ceglie Messapica per riconoscerne a vista d’occhio la conformazione, perché alla mente acutissima d’una talpa d’ingegnere venne l’idea di tracciare addirittura una linea retta dal convento dei Cappuccini di Ostuni alla cupola goffa e barocca della parrocchiale di Ceglie, forse per esercitare la pazienza degli uomini, la forza muscolare dei cavalli e la tenacità delle molle delle carrozze. È un’altalena continua che noi subiremo traversando le contrade Fuori fuoco, Le Camere, Traghetto, San Benedetto, San Paolo piccolo, Sessano, San Paolo grande e Genovesi prima di salire sulla collina di Ceglie. Ceglie Messapica è collocata quasi nel mezzo dell'altipiano ondulato, a 302 metri sul livello del mare, a 16 chilometri dall'Adriatico e 27 dal Jonio. Ceglie e Martina Franca sono le sole città che si trovino nel mezzo delle due serie orografiche su mentovate ed hanno entrambe vastissimi territori. Però, mentre la fondazione di Martina Franca risale al tempo degli Angioini (secolo XIV); quella di Ceglie si perde, come suol dirsi, nella lunga notte del tempo. Tutta questa immensa zona che dai Monti di Martina si estende a quelli di Ostuni e di Fasano era quindi nei bassi tempi disabitata e coperta di boschi fittissimi di quercia ora in gran parte distrutti. Su queste colline sono stati rinvenuti alcuni oggetti preistorici dell'età archeolitica, i soli che abbiam trovato nella penisola salentina; ciò varrebbe a confermare l'opinione che in questo lembo estremo d'Italia i primi abitatori ne occuparono da prima la parte elevata, trovandovi un asilo più sicuro che nella parte bassa, più soggetta alle incursioni nemiche; e poi si estesero nelle pianure sottostanti nell'età neolitica ed in quelle del bronzo e del ferro.
I boschi sono stati convertiti in fertilissimi vigneti, in ficheti,
in campi sementabili ed uliveti; i prodotti agrari discendono agevolmente verso
i porti di Taranto e di Brindisi.
Gli agricoltori cegliesi
forti, sobrii, instancabili, solerti, un po’ fieri, ma svelti e intelligenti, si
sparpagliano nelle vaste campagne intorno alla città; ed emigrano – esempio
unico in Terra d’Otranto!– nei territori dei paesi vicini creandovi nuovi paesi,
come per esempio San Michele, nel tenimento di
San Vito dei Normanni, che nel breve giro di
pochi lustri ha di già 1270 abitanti, e
Villa Castelli in quel di
Francavilla Fontana. Villa
Castelli che nel 1792 era ancora una fattoria dei principi Imperiali e stazione
di scelte razze equine, divenne borgata nei primi di questo secolo, quando
Gioacchino Ungaro, duca di Montejasi, concesse ad enfiteusi molte terre presso
il Castello a parecchie famiglie cegliesi e grottagliesi; ed oggi contiene di
già 1878 abitanti, e si va sempre più allargando per l’aria buona che vi si
respira, per la fertilità del territorio e pel facile smercio dei prodotti
agrarii verso Grottaglie, Taranto e Francavilla. home il mare angoli di mare i trulli angoli di trulli vacanze prossimamente |