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IL folclore - FRA FEDE E DEVOZIONE

Fra le manifestazioni  più conosciute che si tengono nell'Altosalento è da annoverare la cavalcata di Sant'Oronzo a Ostuni.   Sant’Oronzo è il patrono di Ostuni in suo onore si tiene a fine Agosto la cavalcata: la statua argentea del Santo viene scortata in processione da un drappello di cavalieri in costume rosso trinato di bianco su cavalli bardati. Nella seconda metà del 1600 Ostuni fu risparmiata dalla peste grazie al miracolo attribuito a Sant’Oronzo, da qui la devozione degli ostunesi che dal 1793 ripropongono ogni anno la tradizione della cavalcata.

A tre chilometri da Carovigno si trova   il Santuario di Maria Santissima di Belvedere, costruito nel 1500 su una cripta a cui si accede scendendo una lunga scalinata, in fondo alla grotta un affresco con il volto della Madonna.  Si racconta. . .  che a un  ricco signore gravemente malato apparve in sogno l’immagine della Madonna. Il giorno successivo al sogno, un suo pastore nel cercare una mucca della mandria la trova genuflessa davanti all’immagine della Madonna. Il pastore commosso e turbato dal fatto insolito, trasse dalle tasche dei pantaloni un fazzoletto variopinto e agitandolo cercò di richiamare l’attenzione del padrone, accompagnando lo sventolio del fazzoletto con il suono del piffero e salti. Questi raggiunse il pastore e nell’effige della cripta riconobbe la Vergine che gli era apparsa in sogno, promettendogli guarigione dalla sua infermità, e dalla quale fu effettivamente subito guarito. Lo sbandieramento della "Nzegna", bandiera multicolore che viene fatta roteare nell'aria, rappresenta un modo originale di dimostrare la propria devozione alla Vergine protettrice della città. Nel martedì di Pasqua si tiene una folcloristica  processione che, dal centro cittadino di Carovigno porta al Santuario di Belvedere  con gli sbandieratori della Nzegna. Gli sbandieratori sfilano ed eseguono le loro esibizioni accompagnati dal rullo dei tamburi e dal suono delle chiarine, ed indossano dei costumi storici di colore rosso e blu.
 

A Francavilla Fontana suggestivi i Riti della Settimana Santa, con il  il pellegrinaggio ai "Sepolcri" del Giovedì Santo dei "Pappamusci", penitenti vestiti con un saio bianco, incappucciati, scalzi e con un bastone. Quando le coppie di Pappamusci si incrociano, si salutano battendo il bastone per terra e ponendosi di fronte gli uni agli altri simulano un abbraccio portandosi con forza le braccia al petto.

Il culto dei Santi Medici è sentito, in maniera profonda ed accorata dalla nostra gente e ancora oggi, da tutti i paesi dell'Altosalento, tante persone in coppia o in piccoli gruppi, giovani e anziani, partono in pellegrinaggio a piedi per raggiungere il Santuario di San Cosimo alla Macchia (cinque chilometri da Oria).


Buone Vacanze nell'Altosalento: un territorio da favola fra trulli e mare

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