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CEGLIE MESSAPICA          le specchie                                                                                                                                                                          

Le Specchie sono monumenti megalitici  che raggiungevano anche i 20 m. di altezza,  erano costituite in origine da ripiani concentrici innalzati con grossi blocchi calcari.  

Dal piano di campagna si staccava una rampa ascendente ai gradoni superiori, oggi  queste rampe sono solo parzialmente visibili in alcune Specchie come quelle di Castelluzzo, Capece e Talene. 

 L'etimo deriva dal latino specula (osservatorio),  infatti  rappresentavano un  sistema di vedetta e, insieme ai paretoni (le mura messapiche), costituivano un sistema difensivo efficace.

Questo sistema  partiva dal punto piu' alto della Messapia, in quella parte che ieri come oggi guarda giù' nella Piana di Taranto (Monte Pelusello e  Specchia Tarantina a oltre 400 metri di altitudine) e proseguiva fino al mare Adriatico, in direzione di Torre Guaceto.

Queste costruzioni megalitiche erano  intervallate di circa 3 chilometri e gli antichi Messapi con segnali  comunicavano alla Specchia più vicina l'eventuale pericolo e da questa alla successiva, così,  nel tempo di pochi minuti il messaggio giungeva in città. 

Lo scopo di queste strutture era controllare i movimenti del nemico e in particolare del  principale nemico: Taranto, la grande città della Magna Grecia che mai riuscì a sottomettere il fiero popolo dei Messapi.

Fra le meglio conservate ricordiamo Specchia della Selva,  Specchia di Faccia Asquata,  Specchia di Pulledri, Specchia Castelluzzo o Miano,  Specchia Capece, Specchia Madonna della Grotta e specchia Talene. 

Sono, comunque, ben 18 le Specchie che in forma ellittica circondano Ceglie: Monte Pelusello, Talene, Facciasquata, Castelluzzo, S. Lucia, Tarantina II, Oliva, Puledri, Capece, La Selva, Cervarolo, Madonna della Grotta, Pezze di Ferro, Montefocaro, Virgilio, S. Paolo, Sativa e Foggia Vetere.

E' da ritenere che le Specchie, o almeno alcune, avessero anche una funzione sepolcrale. Nella Specchia di Castelluzzo era presente una struttura architettonica  a carattere difensivo ma all'interno vi erano segni di celle funerarie e frammenti di terracotte; tutti segni questi che fanno pensare che le Specchie fossero destinate ad uso di sepolcri e di fortini già in tempi messapici.

La superstizione popolare, le leggende e l'incuria sono da sempre state la causa del degrado di questi monumenti.

La Specchia di Facciasquata, in cima a una collina di 310 metri, veniva chiamata dal popolo “Specchia del diavolo”, ricordando una antichissima leggenda secondo la quale sarebbe stata costruita in una sola notte; oggi si presenta nascosta nel fitto bosco (foto in alto a sinistra). 

Agli inizi del secolo scorso la specchia di Talene, probabilmente la più alta e con un diametro alla base di sessanta metri, veniva sventrata  per ricercare fantomatici  tesori, oggi ne resta parte del perimetro con un'altezza di sei metri, interessante per i grossi blocchi megalitici.

Ma anche in "tempi moderni", agli inizi degli anni 80, un atto "vandalico" distruggeva in parte la Specchia della Selva (situata a 345 metri di altitudine) per costruire una vasca di sollevamento dell'acqua. 

Sempre in epoca recente la Specchia Foggia Vetere, nota anche come Specchia Convento Vecchio, è praticamente scomparsa, nonostante fosse stata sottoposta a vincolo archeologico già nel lontano 1926.

Una tutela e conservazione di questi Monumenti Megalitici si rende indispensabile trattandosi dei più antichi monumenti della Civilta' Messapica, verosimilmente  preesistenti ai Messapi e da questi utilizzati e riadattati principalmente a scopi di vedetta.

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