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CEGLIE MESSAPICA    il castello

VIDEO SUL CASTELLO DI CEGLIE

Il Castello Ducale di stile normanno-svevo-aragonese che, come una sentinella vigila su Ceglie, è il simbolo  della città.

Caratteristica peculiare è  il torrione merlato alto circa 35 metri di concezione, stile e fattura normanna.

La mole della torre che svetta su tutto, mostra uno scenario ricco di fascino e attesta una tradizione millenaria, che fa di ogni angolo di Ceglie un prezioso serbatoio di storia e di cultura.

Dall'alto della costruzione si può osservare il basso Adriatico: una vedetta posta sul quel manufatto poteva scrutare l'avvicinarsi di imbarcazioni saracene.

E' molto raro trovare una torre così alta in altri castelli italiani di quel periodo. Già vista da lontano, quella costruzione in cima alla collina doveva suscitare nel nemico, preoccupazione e rispetto, ma soprattutto doveva incutere timore.

Della fortezza,  non abbiamo alcuna notizia certa di quando sia stata costruita né tanto meno chi l'abbia fatta erigere, sappiamo solo, che il 14 aprile 1110 era abitata (attestato) dalla famiglia Drimo il cui figlio si chiamava Pagano. Probabilmente la prima costruzione del Castello fu realizzata tra il 1070, conquista del Salento da parte delle truppe vichinghe (normanni) e, il 1100, abitato già dai Drimo, ma potrebbe anche essere di datazione più antica.

Caduta la dinastia normanna, il Castello fu ristrutturato dagli svevi, ampliato dagli angioni nel XIII secolo e, dagli spagnoli nel XVI, secondo le esigenze belliche del momento.

Il maniero fu ingrandito con le costruzioni addossate alla torre e quindi furono aggiunte al complesso, in punti strategici, le torri rotonde laterali di concezione e stile aragonese, ritenute idonee alla difesa oltre che all'osservazione.

Sopra quelle torri prendevano posto le sentinelle le quali potevano spaziare con lo sguardo sulle vallate circostanti con un angolo di osservazione di oltre 180°. E’ giusto far notare che quelle vedette si integravano a vicenda, ognuno di loro, infatti, sovrapponeva il suo settore di osservazione e vigilanza su gran parte di quello di competenza dell’altra contigua. In questo modo l’eventuale nemico che si avvicinava doveva essere visto da almeno una delle due sentinelle.

Dal 1484 al 1612 il feudo di Ceglie appartenne alla Casata dei Sanseverino che dona al complesso architettonico del Castello le caratteristiche di una ricca dimora nobiliare, abbandonando quelle originarie di struttura difensivo-militare.

Ai Sanseverino subentrarono i Lubrano e i Sisto y Britto, dal 1862 il castello diventa proprietà della famiglia Verusio; oggi una parte del castello è di competenza comunale.

L'accesso, con decorazione a bugnato rustico, si caratterizza per un ampio portale con arco a tutto sesto e un ingresso con volta ogivale che immette nel cortile lastricato del castello, da qui suggestive scalinate, portano ai saloni impreziositi da affreschi cinquecenteschi. 

All'interno dell'ingresso, a destra, a qualche metro dal portone, una piccola rampa di scale conduce in alcuni locali con una veranda che si affaccia sul sagrato della Chiesa Madre. Potrebbe essere stato il Corpo di guardia dove pernottava il personale addetto alla vigilanza.

Nel cortile, a destra quasi sotto la scalinata di rappresentanza un portone porta nelle scuderie, e più all'interno gli alloggi per il personale addetto. A sinistra, sempre nel cortile, una ripida scala addossata alla parete della torre conduce agli appartamenti posti sull'ingresso. Anche questi, con una veranda a triplice arco, si affacciano sul sagrato della Chiesa Madre.

Ai piedi di questa scalinata, un pozzo con ai lati due colonne in granito che sorreggono una traversa che teneva una carrucola. Quelle colonne di antica fattura e di materiale diverso da quello del castello potrebbero provenire dal portico della preesistente Cappella abbattuta quando fu costruita la Chiesa Madre, nel 1521, oppure appartenere ad un vecchio Tempio (pagano?). La tradizione racconta che da quel pozzo i cegliesi attingessero l'acqua nei periodi di siccità.

Gli  appartamenti ducali si affacciano sul parco interno che, protetto e racchiuso fra le ali del maniero, conserva l'originalità dei giardini medievali. 

Ai piedi del Castello si sviluppa il centro storico messapico-medievale, ancora autentico e godibile, con le sue strette viuzze e le bianche casette, all'ombra rassicurante del castello, come ai tempi medievali.  

Riportiamo una descrizione ottocentesca del castello fatta dallo storico del tempo Cosimo De Giorgi. "Il castello domina tutto l'abitato e da un lato di esso, sulla fronte che guarda verso il duomo, si solleva una torre quadrata, massiccia, coronata di merli e di piombatoi, con poche finestrine. Alla torre si sale per una scala a chiocciola, l'occhio di lassù si spinge sino a Lecce".

Approfondimenti  a cura del Colonnello Pasquale Elia che ringraziamo per la gentile concessione alla pubblicazione on line di estratti dei suoi studi

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