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CAROVIGNO          il castello

Il  Castello di Carovigno e'  caratteristico per le sue torri a forma triangolare,  ma  la torre con la forma a mandorla rappresenta una singolarità unica. 

Fu costruito alla fine del 1300, su di un  nucleo più antico risalente al secolo XI.

Esisteva, infatti,  già intorno al 1100 una semplice costruzione militare fortificata .

In seguito divenne un castello feudale normanno con Goffredo III di Montescaglioso, poi svevo e in seguito angioino; tra l'800 e il 900 diventa proprietà della famiglia Dentice.

L'ampliamento del castello nella forma attuale risale ai  Del Balzo Orsini per difendere il paese dalle incursioni saracene.

Il castello di Carovigno è stato restaurato agli inizi del '900 ad opera dell'ingegnere Gaetano Marschiczek, di cui si scrisse: "dovette lavorare su scarse tracce, ma la fantasia lo aiutò permettendogli di fondere con molta saggezza gli stili predominanti in Puglia, che vanno dai rigidi motivi dell'Alto Medioevo alla grazia toscana del 300; dalla geometricità orientale all'esuberanza spagnolesca".

La struttura ha subito ulteriori adattamenti in epoca recente  per adattarlo a contenitore culturale per manifestazioni e mostre.

Sono  visitabili il piano seminterrato, il museo contadino, il piano nobile con gli ampi saloni e la loggia panoramica.

Ai piedi del Castello, lungo la collina che guarda verso il mare, il meraviglioso parco-giardino, oggi fruibile da tutti essendo un parco pubblico comunale.


IL castello di carovigno
di Michele Cretì

Il Castello di Carovigno con i suoi 2200 mt. quadrati e le sue 101 stanze è stato eretto in diversi periodi a partire dal 1265.
Il maggiore sviluppo il Castello lo ha avuto nel periodo altomediovale sul sito dell’antica Acropoli intorno alla Chiesa di Sant’Angelo sino ad assumere la configurazione attuale a forma triangolare, e a difesa del territorio. Già nel 1440 il Castello definito “PALATIUM” viene catalogato nell’inventario di Maria d’Anghien. Le fabbriche successive, che unirono la Torre Quadrata Normanna a quella Angioina, circolare, e più in avanti il Torrione a Mandorla, diedero nonostante i numerosi restauri e ampliamenti susseguitisi nel tempo, ultimo realizzato dal 1906 al 1916 dalla Famiglia Dentice dei Principi di Frasso, la cui dinastia ne diventò proprietaria nel 1792 acquistandolo dal Regio demanio di Napoli. Il Castello fù dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi, degli Spagnoli. Il Castello ha registrato il passaggio dei seguenti Feudatari, inviati dal Regio demanio di Napoli per la gestione del territorio a partire dal 1305 con Adamo de Trambray, 1327 Carlo de Carvigna (famiglia nel tempo estinta), 1464 Bartolomeo de Ursinis, 1500 Pirro Loffredo fino al 1589 con Gaspare, Giuseppe, Leonardo, Scipione e Pirro Loffredo(nipote), 1595 Marchese Padule, 1597 Agostino Caputi, 1629 Ottavio Serra, 1653 Scipione Costaguti, 1661 Giuseppe Castaldi, 1684 Giulio di Sangro, 1702 Nicola Granafei, 1742 Michele Imperiali, 1782 Regio Fisco ed infine il 1792 Gerardo Dentice, dinastia che ha posseduto il Castello fino al 1961.
In modo particolare il Castello ha vissuto il massimo splendore sia per la cura dell’immobile e sia per le presenze di illustri ospiti. A tal proposito bisogna ricordare Alfredo Dentice dei Principi di Frasso, ammiraglio e Senatore del Regno, il quale ha avuto illustri ospiti, amici come lo scrittore Guido Milanesi (1909), il pilota Francesco De Pinedo(1926), il ministro Dino Grandi (1932), sempre nel 1932 Maria Principessa di Piemonte, Maria di Savoia, Umberto di Savoia, Aimone di Savoia, Amedeo di Savoia ; Guglielmo Marconi (4 gennaio 1934), Alberto di Savoia Genova (1938), Generale Alexander (1944).

* Michele Cretì  ( n.1934 m.2012) studioso di storia e tradizioni locali, negli anni 60 incominciò a sviluppare l’idea di valorizzare e divulgare l’antica tradizione della Battitura della ‘Nzegna, dando vita al “Gruppo Battitori ‘Nzegna” . E' stato Presidente dell’Associazione Turistica Pro Loco di Carovigno dalla sua costituzione fino al 1998, Socio Fondatore della Federazione Italiana Sbandieratori, Socio della Federazione Italiana delle Tradizioni Popolari.


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