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Distretto turistico altosalentino

Il nostro cliente e il posizionamento continuo 

Quali turisti per l'Altosalento Riviera dei Trulli

Come detto all’inizio di questo capitolo, tracciare il profilo tipico dei turisti che ricercano il nostro prodotto,  non è agevole, perchè sono tante le variabili demografiche, geografiche, psicografiche e comportamentali. Mi limito a delineare tre macrosegmenti che si prestano a numerose suddivisioni per specifiche  nicchie di mercato. 

Una prima classificazione, in termini molto generali, porterebbe a identificare un segmento in cui rientrerebbero turisti compresi in una fascia dai 30 anni in su, una istruzione medio alta, una elevata consapevolezza ambientale e sociale; provengono dalle città del nord e dal centro Europa in particolare dall’Inghilterra.  Questo target ricerca la tranquillità, il riposo, il contatto con la natura, la genuinità dei cibi, la visita dei centri storici, la scoperta delle antiche tradizioni; vive la vacanza come un’ esperienza di scambi culturali pertanto è interessato al contatto con la popolazione locale. Il nostro ospite è motivato dal desiderio di fuggire dall’inquinamento, dal rumore, dallo stress delle grandi città, oltre che fuggire dalle regole della quotidianità, per rigenerarsi fisicamente e mentalmente. Le strutture ricettive ricercate sono l’azienda agrituristica o l’albergo in zone centrali delle cittadine, arredato elegantemente ma con stile  tradizionale del luogo; alcuni turisti alloggiano in costruzioni tipiche prese in affitto come i trulli o le case in pietra dei centri storici, oppure  in abitazioni che acquistano.  

Una seconda classificazione comprende il variegato target delle famiglie che si orienta su un turismo balneare. Alloggiano nei residence, nelle case in affitto, ma molte famiglie scelgono i villaggi turistici e i grandi campeggi dove viene garantita un’ animazione e assistenza continua in particolare per i più piccoli. E’ un target interessante che trova poca attenzione da parte della destinazione. In questo caso occorrerebbe preoccuparsi di incentivare la visita dell’entroterra con programmi mirati di coinvolgimento delle famiglie e dei bambini. Penso, alle fattorie didattiche che oltre alla visita della masseria  prevedono la partecipazione attiva alla preparazione del pane o della pasta fatta in casa. 

In una terza segmentazione rientrerebbero i loisirs e i viaggi di prossimità. Con il termine francese loisirs si intende il tempo libero dedicato al riposo, al divertimento, allo sport, alle passeggiate. Questi visitatori provengono quanto da Bari o Taranto piuttosto che da Milano o Londra: tutte città che distano da meno di un’ora in auto a meno di un paio d’ore d’aereo. Si spostano per rompere la quotidianità; ricercano  locali e ristoranti caratteristici,  eventi e manifestazioni  quanto ludiche e sportive che  culturali. Sono viaggi periodici in alcuni casi abitudinari che rappresentano, nei casi dei viaggi fuori porta, una variante dell’escursionismo classico.

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