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MARKETING COMUNICATIVO NEI CONFLITTI di Fabiola Fedele

I FATTORI CHE CARATTERIZZANO LA COMUNICAZIONE

La capacità di saper comunicare, non è un’abilità facile, innata e istintiva. Per comunicare in modo chiaro e armonioso, evitando di incorrere in fraintendimenti, è necessario seguire dei valori-guida attraverso cui è possibile perfezionare la qualità delle relazioni interpersonali.

Vi sono dei fattori che contribuiscono a migliorare la comunicazione:

  • Consapevolezza delle proprie/altrui risorse ed emozioni. Ciò comporta prestare attenzione all’impatto che le nostre parole hanno sull’altro, ma tenendo presente la circolarità del processo, è necessario cogliere anche gli effetti che le parole dell’altro hanno su di noi.  Bisogna inoltre avere consapevolezza dell’obiettivo che ci prefissiamo di raggiungere tramite il processo comunicativo: un’attenta riflessione su ciò che vogliamo dire aiuta ad attuare una comunicazione efficace, a migliorare i rapporti interpersonali e a dare un impulso positivo alle relazioni.
  • Responsabilità della riuscita dell’interazione. Ciò comporta innanzitutto prendersi
    carico di ciò che si dice e delle conseguenze dei propri atti comunicativi: solo comprendendo che si è responsabili del successo di una comunicazione si riesce ad essere  efficaci.
  • Rispetto di sé e dell’altro. Il rispetto è riconoscimento e apprezzamento del valore e
    dell’unicità dell’altro, dimostrandosi sinceri e trasparenti.
  • Ascolto:  la capacità di ascolto comporta la recezione e l’interpretazione delle informazioni dell’altro. Ascoltare, non significa soltanto analizzare passivamente il messaggio che ci viene comunicato, fermandosi al contenuto verbale ma è necessario anche l’approfondimento attivo e la lettura di sentimenti ed emozioni che sono alla base. Colui che è in grado di ascoltare e comprendere, ammette i propri limiti e si identifica con il proprio interlocutore per cogliere il suo punto di vista e i significati veicolati. Il silenzio, in questo caso, non deve essere inteso come semplice tacere, ma come condizione essenziale per accogliere l’altro in un dialogo armonioso. Chi grida mostra di non avere argomenti e per farsi ascoltare utilizza l’unica arma che possiede: la voce. M. Sclavi, a tal proposito, afferma: “Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti”. Ciò significa che, colui che è capace di ascoltare si mostra bendisposto alla crescita e all’arricchimento. Bisogna perciò, essere disponibili a comprendere ciò che l’altro sta dicendo: in questo modo si stabiliscono rapporti di riconoscimento, rispetto e arricchimento reciproco che sono la condizione base per affrontare creativamente i problemi.  L’ascolto costituisce una parte fondamentale del dialogo senza la quale non si ha comunicazione. “Il triangolo magico dell’arte di ascoltare”, descritto dall’autrice Sclavi, evidenzia come  l’interconnessione tra ascolto attivo, autoconsapevolezza emozionale e gestione creativa dei conflitti, porta alla costruzione di una competenza comunicativa. Tale strumento può essere utilizzato, metaforicamente, per realizzare un clima sereno, creativo e innovativo.

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