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Distretto turistico altosalentino

Le nostre maestranze 

Dal comune al distretto turistico altosalentino 

Il territorio dell’Altosalento ha molti tratti in comune, e come abbiamo visto nel capitolo precedente, l’origine contadina e l’architettura rurale sono tratti distintivi. Nella breve storia abbiamo riscontrato anche una diversa  storia ed evoluzione dei comuni del comprensorio.

Ostuni è una città turistica già da decenni, che ha basato il suo successo sul turismo balneare e sul bianco caratteristico del suo borgo antico, ma come molte località balneari oggi, nel ciclo di vita della destinazione, si trova nella fase della maturità. Come  insegna il marketing turistico nel ciclo di vita di una destinazione turistica la fase successiva, è la stagnazione a cui segue il declino se non s’interviene per rivitalizzare, ringiovanire e rilanciare la località. La strada maestra da seguire è quella della collaborazione con i comuni per creare un sistema, una rete territoriale con specializzazioni convergenti.

Le motivazioni e le esigenze del turista cambiano velocemente e aumentano, questo si traduce in una segmentazione complessa della domanda turistica, e conseguentemente occorre una maggiore diversificazine dell’offerta. Ogni comune del distretto turistico può e deve svolgere un suo ruolo, deve sviluppare una sua specificità nel contesto più ampio del territorio Altosalento-Riviera dei Trulli che si caratterizza per il prodotto mare e per il prodotto entroterra inteso come museo a cielo aperto (con le sue peculiarità ambientali e culturali sommariamente descritte nel primo capitolo). Il distretto è qualcosa di spontaneo, voluto dalle popolazioni, sia pure opportunamente sollecitate e sensibilizzate, è qualcosa non burocratico e a geografia variabile, e’ l’evoluzione del sistema turistico locale o meglio l’applicazione sul campo in maniera spontanea e libera dell’art 5 della legge 135 del 2001 che  definisce i sistemi turistici locali come  "contesti turistici omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse, caratterizzati dall'offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell'agricoltura e dell'artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate".

Il concetto d’integrazione presuppone scambi, accordi, patti fra gli attori del distretto (enti locali, imprenditori, cittadini) vale a dire  mantenere gli  impegni assunti finalizzati al miglioramento dell’offerta e quindi all’integrazione fra approccio di sistema e approccio di comunità. E’ importante mantenere un comportamento coerente, sapendo che se un nodo di un sistema non funziona si rischia di rovinare tutto il sistema o incrinare l’immagine di una destinazione turistica. La comunità locale ha un ruolo chiave e decisivo in questo processo, deve crederci e modificare i propri atteggiamenti; occorre collaborare per produrre di più e meglio in funzione di una crescita dell’occupazione e del reddito.

Il nostro ospite è motivato dal desiderio di fuggire dall’inquinamento, dal rumore dallo stress delle grandi città e rigenerarsi fisicamente e mentalmente. Nel contempo vuole scoprire testimonianze e tradizioni entrando come elemento attivo dell’ambiente ospitante. Questo è il compito prioritario della comunità locale. 

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