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Distretto turistico altosalentino

Le nostre maestranze 

Cosa devono fare le maestranze altosalentine

Le statistiche applicate al marketing ci dicono che un cliente completamente soddisfatto è fedele al suo fornitore nel 73% dei casi, acquisire un nuovo cliente costa cinque volte di più che non conservarne uno vecchio. Il cliente soddisfatto tende ad acquistare di più e a fare diminuire i costi con il passare del tempo, il passaparola dei clienti soddisfatti fa diminuire le spese pubblicitarie ad esempio. Portare il cliente al riacquisto deve essere un punto fermo della politica turistica altosalentina; le destinazioni che hanno una forte fidelizzazione del cliente sono quelle con una organizzazione efficiente da distretto (per la destinazione Rimini la probabilità dichiarata dal cliente di ritorno nell’anno successivo è pari al 74,9% -indagine del 2003 condotta dal comune di Rimini e dall’università di Bologna sede di Rimini-).   

Queste considerazioni sono classiche per le aziende, ma sono applicabili anche alle destinazioni turistiche dove le maestranze sono, come detto, gli operatori turistici, gli enti locali e i cittadini. Un turista è un cliente che dà lavoro direttamente agli operatori turistici ma indirettamente a tutta la comunità; quest’ottica va sempre tenuta presente. I tre attori devono lavorare insieme: ha poco senso un buon albergo con camere curate e ben arredate e un arredo urbano e servizi della città non adeguati; ha poco senso ottime strutture ricettive, località attraenti e, cittadini che esprimono fastidio se non irritazione nei confronti del turista, chiaramente anche le altre combinazioni sono altrettanto negative.

Il comprensorio dell’Altosalento attrae, tanto che molti turisti decidono di acquistare seconde residenze nel  nostro territorio. Questa loro preferenza deve essere ricambiata con attenzioni, che significano un attento marketing turistico che s’innesta su un marketing territoriale. Vogliono città e territori ospitali, gradevoli e male tollerano divergenze dalle loro attese originarie (vedi esempio del centro storico di Ostuni che diventato, in ogni angolo troppo chiassoso di notte, fa lamentare e in alcuni casi fuggire i suoi residenti). Oggi quanto il cittadino, quanto il turista, ricercano la qualità della vita; questo è strettamente connesso con l’ambiente in cui viviamo. Un territorio che valorizza l’ambiente basa le proprie potenzialità di ricchezza economica sulle caratteristiche endogene.

La programmazione del marketing territoriale  deve essere  condivisa fra pubblico e privato, la comunità locale deve proporre e proporsi con una programmazione autocentrata. La programmazione del marketing territoriale turistico deve agire sulle funzioni di organizzazione della destinazione, sui servizi e sulle infrastrutture, sullo sviluppo sostenibile e sulle imprese che rappresentano il centro attorno al quale ruota il sistema di offerta e commercializzazione. 

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