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Distretto turistico altosalentino

Dove vogliamo andare 

Piano d'azione

Il piano d’azione è la risposta al come fare e che cosa fare  per raggiungere gli obiettivi. 

Il piano d’azione si compone di una parte, direi pratica, che mira a migliorare l’offerta, e una seconda parte che è costituita dal piano di marketing quindi, segmentazione del mercato  posizionamento e marketing operativo (ne parlerò nei prossimi capitoli).

Per migliorare l’offerta occorre fantasia, creatività e innovazione il tutto condito con esperienza e professionalità.La professionalità presuppone formazione e aggiornamento continuo. Nel territorio sono presenti vari indirizzi di scuola superiore concentrati in massima parte a Ceglie e Ostuni. Nello specifico turistico, da qualche anno, è presente anche  l’istituto alberghiero a Ceglie e a Carovigno. Il tasso di scolarità superiore e universitario è molto alto.

Il piano di azione turistica, di una destinazione, comporta una sequenza dettagliata delle azioni da svolgere, per migliorare l’offerta in un’ottica di risposta alle esigenze, stili di vita e di consumo della domanda. Il piano d’azione presuppone quindi un elenco di fasi e azioni precise da svolgere per raggiungere, in un certo tempo, gli obiettivi ben delineati e circoscritti. Non è questo lo scopo di queste righe, pertanto, mi limiterò ad esprimere alcune idee.

 

4.3.1 Alcune idee

Il distretto presuppone un’idea di  omogeneità e di filiera ma anche di complementarietà, e in quest’ottica ritengo che ogni comune debba incoraggiare una sua specificità per offrire, il territorio,  una offerta variegata. 

Ostuni è la città più importante del comprensorio con un’immagine consolidata di città bianca con il suo centro storico. Mare e collina completano l’immagine di Ostuni insieme alla caratteristica cavalcata di Sant’Oronzo che si tiene a fine Agosto. Sono questi gli elementi che devono essere consolidati nella mente del turista.

 Un  ulteriore elemento unico per l’Altosalento, ma ancora non valorizzato, è la strada  panoramica dei colli che parte da Ostuni e corre per circa 10 chilometri sul costone murgiano con panorami davvero unici. Sul lato destro vi è una scarpata di 150 metri, giù il verde della piana ulivetata candidata a parco degli ulivi, e poi l’azzurro del mare con lo sguardo che spazia da  Santa Sabina alla baia di Torre Canne con il caratteristico faro. Sul lato sinistro si intravede la valle d’Itria, la valle dei trulli per antonomasia, e sullo sfondo Ceglie, Cisternino e Martina Franca. Al ritorno si ridiscende a Ostuni con vedute panoramiche del bianco centro storico. Su questa strada interessante il santuario di San Biagio compatrono insieme a Sant’Oronzo della città di Ostuni; il  giorno della festa di San Biagio  a Febbraio, migliaia di pellegrini raggiungono il santuario a piedi.

A Ostuni molti i panorami  sulla sottostante piana e sull’Adriatico così come sul centro storico. Mare, centro storico, cavalcata di Sant’Oronzo e vedute panoramiche sono i punti di forza della città bianca.   

Carovigno, oltre che  per le sue località balneari, si sta affermando per l’oasi di Torre Guaceto che attira sempre più amanti della natura. Torre Guaceto è un ecosistema unico per la diversità biologica della riserva marina e della zona umida e per la fitta macchia mediterranea a mirto, lentisco e leccio che presenta esemplari, come il ginepro, che, in quest’area, si presenta nella sua forma arborea. A Torre Guaceto grazie al consorzio e ad una cooperativa di giovani si possono vivere esperienze uniche a contatto con la natura: escursioni naturalistiche, campi naturalistici, programmi di educazione ambientale, ciclotrekking, seawatching.

Tutta l’area di Torre Guaceto-Serranova si presta a nuove iniziative: Torre Guaceto era un insediamento preistorico, poi importante porto della Messapia, la presenza di una rada sicura e l’abbondanza di acqua dolce la resero importante nell’antichità. Un centro di documentazione storica e un piccolo museo che ripercorre la sua storia sarebbe un valore aggiunto e complementare al sito. L’area di Torre Guaceto potrebbe rientrare in un più vasto itinerario  storico-naturalistico riferito al tracciato dell’ Appia Traiana (la nuova ‘autostrada’ degli antichi romani per collegare più velocemente Roma al basso Adriatico e a Brindisi in alternativa all’Appia Antica). Ancora oggi alcune contrade di Carovigno e Ostuni attraversate dall’Appia Traiana portano nomi che rievocano la loro funzione di stazioni di posta e di cambio dei cavalli (Refrigerio, Le taverne).

Carovigno ‘città della Nzegna’: al culto della madonna del Belvedere (vedi primo capitolo) è legata la tradizione della Nzegna, bandiera a scacchi multicolore sventolata in acrobatiche esibizioni dagli sbandieratori di Carovigno. Lo sbandieramento va inteso come   folclore, cultura e...sport: lo sport dell’arte della bandiera, una nuova attività ginnica che, può rappresentare una nuova idea per coinvolgere ed  entusiasmare i nostri turisti. Nella splendida cornice del castello di Carovigno, i nostri turisti potrebbero apprendere le nozioni basilari di questo ‘sport’ di media durata ma di elevata intensità, la durata secondo le specialità va dai due minuti ai sei minuti.        

Mare, Torre Guaceto, folclore-sport i punti cardini di Carovigno.

 

San Vito dei Normanni in un prossimo futuro potrebbe definirsi ‘la città degli eventi’. La città ha dato i natali nel 1694 al musicista Leonardo Leo, che trasferitosi a Napoli, divenne primo organista nella cappella reale; la sua fama si estese in tutta Italia e oltre i confini. Una gran mole di musica di Leonardo Leo, oggi, è principalmente divisa tra la Biblioteca del conservatorio di San Pietro a Majella in Napoli, la Biblioteca Vaticana in Roma e la British Library a Londra. In onore di Leonardo Leo si tiene ogni anno in Agosto il Barocco festival.

Altro personaggio a cui San Vito ha dato i natali  nel 1901 è Lanza del Vasto filosofo, scrittore, poeta, pittore, scultore e musicista ma conosciuto per essere una delle figure più grandi della nonviolenza. In India nel 1937 conosce Gandhi, di cui si considera discepolo. Tornato in Europa fonda le comunità dell’Arca (oggi diffuse in vari paesi), un’esperienza comunitaria, nonviolenta, rurale ed ecumenica. Muore in Spagna nel 1981. Il comune di San Vito, ha in animo da qualche tempo la creazione di una casa museo nella casa natale del filosofo, ad oggi è presente presso la biblioteca comunale, un centro studi sulla pace e sulla nonviolenza con una piccola mostra.

A Luglio da tre anni si tiene un festival cinematografico internazionale di cortometraggio “Salento Finubus Terrae”.

Barocco Festival, Salento Finibus Terrae ed un grande evento in onore di Lanza del Vasto e della pace possono essere richiami internazionali se... opportunamente valorizzati e pubblicizzati presso un pubblico interessato. 

San Michele Salentino è un paese a vocazione agricola, il suo punto di forza può essere il potenziamento e sviluppo di sagre paesane e, l’ulteriore identificazione del paese con prodotti agricoli genuini (ho già parlato nel primo capitolo delle macellerie di carne locale e degli annessi fornelli pronti).

A San Michele si tiene la sagra del fico mandorlato che va sicuramente potenziata e valorizzata e diventare punto di riferimento delle sagre agricole  di cui il comune può diventare sinonimo.

San Michele, divenuto comune nel 1928, ha fra gli ispiratori della sua autonomia Ettore Tagliaferro (cfr cap. 2, paragrafo sull’approfondimento storico-sociologico) nobile e illuminato proprietario di latifondi in quella zona, che contribuì a infondere uno spirito cooperativo e collaborativo fra i contadini.  In collaborazione con il comune di Ceglie, di cui Ettore Tagliaferro fu sindaco e dove riposa nella cappella della masseria di Palagogna, S. Michele  può sviluppare una mostra  permanente sul latifondo, sulle attività agricole, sulla cooperazione nonchè sulla figura di Ettore Tagliaferro. 

                         

Ceglie Messapica in un articolo titolato ‘Ceglie, la capitale del gusto’ del 08.10.2004 apparso su   Repubblica, così veniva descritta:

 “in questa terra di confine tra Valle d’Itria e Salento, regno dei Messapi che Roma sfiancò dopo mille battaglie, Gustolandia affonda le radici antiche. A Gustolandia la gente arriva divora e va via, è  inutile cercare ricadute sull’economia locale che esulino dai fatturati dei tanti ristoranti, che impegnano 200 persone durante la settimana, con punte di 500 nel weekend”. La caratteristica e la criticità della città sono state  ben evidenziate dal giornalista: tanti day-visitors, visitatori di un giorno, che non si riesce a trattenere anche perchè la capacità di accoglienza nelle strutture ricettive è limitata (meno di 200 posti letto). 

‘Ceglie Messapica città d’arte e terra di gastronomia’, è dunque questo il binomio vincente per la città. Occorre integrare la variegata offerta gastronomica (ristoranti tipici, osterie, forni a legna con pane casereccio e prodotti da forno, gelaterie artigianali segnalate come i ristoranti nelle migliori guide enogastronomiche), con l’offerta culturale che si incentri su un centro storico medievale, ancora autentico, e un centro storico settecentesco ottocentesco di cornice al primo.

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