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Distretto turistico altosalentino

Le nostre maestranze 

Occorre un brainstorming di idee

Ma cosa occorre inventarsi?, occorre una nuova produzione particolare e importante, occorre una produzione di idee.

L’economista Paul Romer sostiene che la creatività è ciò che distingue l’uomo, sotto il profilo economico, dalle altre specie: dove l’uomo primeggia come animale economico è nella capacità di produrre idee, non solo prodotti materiali; per noi l’unico modo di produrre un maggior valore economico, e quindi generare crescita economica, è trovare sistemi più validi per utilizzare i beni di cui disponiamo.  Questa teoria è calzante per il turismo: le destinazioni turistiche più importanti non sono tali, per o soltanto, per le risorse turistiche che posseggano, ma sono famose per il valore aggiunto che le maestranze locali apportano.

La creatività va coltivata sotto ogni forma in tutta la popolazione, ognuno deve contribuire alla crescita sotto varie forme: i nostri contadini e i nostri artigiani, devono essere i primi custodi e maestri della tradizione agricola e artigianale,  trasferendo ciò che hanno appreso dall’esperienza alle giovani generazioni; i nostri operatori turistici devono professionalizzarsi ulteriormente con continuo aggiornamento e confronto. Per destinazione turistica s’intende un insieme di attrattive e di servizi, per diventare distretto turistico determinante è la comunità locale; il tutto deve funzionare come un’ azienda collettiva.

I clienti-consumatori devono essere accolti con una organizzazione da ‘citta ospitale’, e … per tutto l’anno. Se le città chiudono per ferie.. prolungate, ha poco senso parlare di destagionalizzazione. Giusto ieri (siamo nella prima metà di Settembre 2005) leggevo su un quotidiano locale un articolo che così titolava: ‘ Ostuni città turistica, già chiusa per ferie’. L’articolista sottolinea la presenza di vacanzieri settembrini a Ostuni che, giunti nella città bianca convinti di visitare una città bella e viva, si sono ritrovati di fronte una realtà un po’ diversa: una città a mezzo servizio con molti negozi chiusi per ferie; la città diventa così  meno viva e di conseguenza poco fruibile. I turisti, delusi, probabilmente, in bassa stagione prenderanno altre strade che spesso portano all’estero.

Il fenomeno è comune a tante destinazioni turistiche italiane; ancora oggi molti operatori turistici pensano di lavorare alcuni mesi e viverci tutto l’anno: da qui prezzi spesso non competitivi con gli altri mercati.

Unicità del prodotto, da presentare sempre in maniera innovativa e divesificata ricombinando gli elementi costitutivi e integrandone di nuovi, insieme alla destagionalizazione sono la chiave di volta per un turismo competitivo nell’Altosalento.

Occorre un brainstorming...di idee.

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