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Distretto turistico altosalentino

Dove vogliamo andare 

Missione e obiettivi generali e specifici

L’analisi swot ha evidenziato  punti di debolezza e minacce ma anche numerosi sono i punti di forza e le opportunità offerte dal mercato: senza certo sottovalutare i lati negativi, soffermiamoci sui lati positivi,  su cui far leva per uno sviluppo armonico e duraturo  del comprensorio.

Il valore aggiunto locale è rappresentato dalla presenza sul territorio di un ricco e variegato patrimonio naturale, artistico e culturale unitamente a produzioni tipiche di qualità. Ci sono una varietà di ingredienti per realizzare un mix di prodotti di diversi turismi fruibili in tutto l’arco dell’anno, ma per un approfondimento di questo mix Vi rimando al prossimo capitolo.

La risposta all’interrogativo posto dal titolo del presente capitolo, ‘dove vogliamo andare?’, apparirebbe ovvio visto lo spirito del discorso portato avanti fin qui in questo lavoro; meno ovvio il come arrivarci.

Con i primi capitoli e con l’analisi swot spero di aver dato una idea del ‘dove siamo’,  vale a dire la situazione attuale, punto di partenza per nuovi obiettivi.

La missione del territorio Altosalento-Riviera dei Trulli ritengo possa essere così sintetizzata:

 “Sviluppo economico del territorio attraverso l’integrazione dell’agricoltura, dell’artigianato e del terziario con il turismo.”

Gli obiettivi di carattere generale devono essere rivolti a valorizzare e migliorare quel sistema complesso di offerta rappresentato dal territorio.

Gli obiettivi specifici devono mirare a:

§       Sensibilizzare il territorio e stimolare la progettualità dal basso;

§       Stimolare la creazione di reti in un’ottica di sistema territoriale;

§       Incentivare la creatività e l’imprenditorialità;

§       Offrire risposte alla crescente domanda di ambiente;

§    Intervenire sui flussi turistici di tipo estivo-balneare per destagionalizzarli e veicolarli nell’entroterra.

Nel turismo il ruolo di ente regolatore, non fosse altro per il fatto che i beni utilizzati a fini turistici sono spesso beni pubblici, spetta agli enti territoriali locali o ad organismi misti pubblico-privato come nello spirito della legge 135.

Pubblico e privato possono fare insieme grandi cose quando  sono animati da puro entusiasmo e onesta voglia di fare,  in caso contrario diventa,  nel migliore dei casi, spreco di risorse. Permettetemi un aneddoto che mi ha visto spettatore: a un pubblico incontro sul turismo un esponente politico che ricopriva un ruolo istituzionale iniziò il suo intervento all’incirca così: “sono spesso rimproverato di partecipare poco a incontri e convegni,  ma pensate, se dovessi partecipare a tutti i convegni,  nel mio ufficio a lavorare non ci starei mai e i problemi resterebbero sulla scrivania”. Concluse il suo intervento sottolineando il fatto che molti fondi per il turismo restano fermi, non utilizzati. Il successivo intervento, da parte di un politico che ricopriva anche lui un ruolo istituzionale, iniziò, con viso sorridente,  con una sarcastica battuta di questo tenore “lei non si preoccupi,  faccia arrivare i soldi a spenderli ci pensiamo noi” e giù risatine e applausi da un limitato gruppo di presenti. Ma forse ho esagerato io nell’interpretare male una battuta di spirito; me lo auguro. Resta il concetto  che pubblico e privato debbono lavorare sodo e blaterare meno, utilizzando le incentivazioni per dare fondo alla  fantasia creativa produttrice di benessere.

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