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Distretto turistico altosalentino

Il nostro cliente e il posizionamento continuo 

Escursionismo

Identificare in maniera univoca il cliente del territorio Altosalento-Riviera di Trulli non è agevole, in quanto sono diverse le variabili demografiche, geografiche, psicogràfiche e comportamentali. Abbiamo il cliente-escursionista (non pernotta e la visita dura meno di 24 ore), il turista delle short-break (soggiorni brevi non oltre quattro pernottamenti), il turista vacanziere (pernotta oltre quattro notti consecutive), il turista business (chi viaggia per affari), il VFR (visitatore a parenti e amici), e poi turisti organizzati (da tour operator), turisti individuali, famiglie, giovani, meno giovani e anziani. Ogni gruppo di turisti ha le sue esigenze da soddisfare, offrire a tutti gli stessi prodotti mixati allo stesso modo, come spesso viene fatto non è soddisfacente.

Nella logica del distretto ogni prodotto deve essere proposto presentato e confezionato in maniera diversa e a prezzi diversi ai diversi target di clientela. I prezzi oggi nell’Altosalento sono percepiti come alti, non tanto, ma anche, in valori assoluti, ma come rapporto qualità delle prestazioni ricevute e il corrispettivo pagato. Il distretto presuppone economie di scala, specializzazione e scelta di target di clientela; percorrendo questa strada si può giungere ad un giusto rapporto qualità-prezzi.

Partendo dall’idea che bisogna fidelizzare e rafforzare il turismo già esistente, ma che nel contempo bisogna passare a un approccio strategico selettivo, riporto  alcune considerazioni personali sui gruppi del mercato turistico che interessano il comprensorio altosalentino. 

6.1  Escursionismo 

L’Altosalento per la sua collocazione geografica si presta al turismo dei day trippers, viaggiatori di un giorno che provengono in massima parte  dalle aree urbane di  Brindisi, Lecce, Taranto e Bari che distano da qualche decina di minuti a un ora.

Ostuni, in particolare è la località più gettonata e questo provoca in alcune giornate estive problemi di congestionamento: in città diventa difficile arrivarci e dopo esserci arrivati diventa impossibile trovare parcheggi. Queste punte estive vanno opportunamente gestite e valutate, trattandosi spesso di punte di afflusso serale determinato da escursionisti nemmeno di un giorno ma escursionisti ...di qualche ora; una politica di demarketing in questi casi, sarebbe necessaria e salutare per la località. Demarketing non  significare mandar via la gente, ma significa organizzarsi come destinazione in maniera da orientare e guidare il visitatore in linea con i nostri propositi.  L’introduzione di city card per turisti opportunamente studiate, da proporre nelle strutture ricettive del comprensorio, porterebbe il turista a una maggiore godibilità della vacanza e nel contempo invogliato a una maggiore spesa. Queste city card potrebbero prevedere in giorni di forte affluenza di escursionisti nella città bianca, parcheggi centrali riservati solo ai turisti;   si eviterebbe lo sconforto del turista vacanziere che non trovando parcheggio se ne ritorni deluso nell’albergo. Con una politica turistica unitaria del territorio, gli escursionisti possono essere dirottati nei giorni di punta per Ostuni verso le altre località del territorio, chiaramente il tutto va  attentamente studiato,  anche qui le city card potrebbero venirci in aiuto. 

Manifestazioni di forte richiamo turistico ed escursionistico, sarebbe opportuno non programmarli nella settimana di Ferragosto quando la città è comunque stracolma di gente. Un calendario unico estivo delle numerosissime e interessanti manifestazioni di tutto l’Altosalento sarebbe auspicabile, per una programmazione efficace, evitando sovrapposizioni e concentrazione in alcuni periodi.

Altra località interessata dall’escursionismo, in questo caso per la cucina tipica, è Ceglie. Sono numerosi durante tutto l’anno  i clienti dei ristoranti della città ma si notano ...poco; arrivano, mangiano e vanno via, ritornano periodicamente ma il rituale è lo stesso. Probabilmente questi consumatori non sono informati e invogliati: spesso nei ristoranti sono inesistenti o carenti le brochure turistiche del luogo, il calendario delle manifestazioni prossime, i depliants di aziende con valenza turistica (punti vendita di prodotti agroalimentari , caseifici, forni a legna, pasticcerie, locali tipici), praticamente assente l’informativa verbale. In ogni modo nel pomeriggio e la Domenica alcuni escursionisti si aggirano per il centro, ma i locali commerciali da loro richiesti come forni a legna e negozi tipici per comprare il rinomato pane cegliese, o specialità locali... sono chiusi.

Il turismo di un giorno interessa anche le località di mare con escursionisti provenienti dalle località dell’interno e dalle aree urbane di Bari e Brindisi.

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