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Ceglie Messapica

Arrivando a Ceglie un cartello stradale indica l’inizio della città : - Ceglie Messapica, città d’arte e terra di gastronomia -.

La cittadina  è la capitale indiscussa della gastronomia dell’Altosalento con numerosi riconoscimenti avuti già negli anni 50 e più recentemente con vari premi assegnati agli ‘artigiani del gusto e della buona tavola’. Molti ristoranti sono segnalati nelle principali guide enogastronomiche, i forni a legna producono e confezionano artigianalmente prodotti da forni distribuiti in tutta Italia, il gelato artigianale cegliese conquista, in una passata edizione, il secondo posto assoluto alla fiera di Rimini nell’ambito del Salone Internazionale della Gelateria.

Dalla gastronomia, di cui volutamente ho parlato in maniera non certo completa ed esaustiva, (ma vari richiami ci saranno nel seguito) passo a una breve rassegna del patrimonio storico, architettonico e artistico, anche qui un estratto.

Ripartiamo da Ceglie “città d’arte”, la messapica kailia, l’etimologia è da ricercarla nella parola greca Kalos (bello) e viene a significare luogo bello, i romani la chiamarono Caelia (ciglio) per essere sulle ultime propaggini collinari delle Murge, là dove la Valle d’Itria confluisce dolcemente nella piana salentina.

D’epoca messapica, restano vestigia del sistema difensivo, cinte murarie e specchie, oltre a rilevante materiale archeologico che spazia dalle iscrizioni, alla ceramica, alle monete celine, ai corredi tombali. Alla collina-acropoli si accedeva mediante una ripida scalinata, ancora esistente sia pur modificata in epoca medievale, ‘i cento scaloni’ (sono in realtà 109 gradini).

In cima alla collina, dove è ubicato il castello, si trovavano gli uffici pubblici e i templi delle più importanti divinità, l’agorà è stata individuata nell’attuale piazzetta Ognissanti nel centro del borgo antico.

Oggi il centro storico messapico-medievale, è dominato dal quattrocentesco castello ducale, notevole la merlata torre quadrata simbolo della città. Di fronte si trova  la Chiesa Collegiata del XVI sec., poco distante la chiesa barocca di San Domenico della scuola del Bernini. La piazza centrale con la caratteristica torre dell’orologio chiude il centro storico medievale e apre a quello ottocentesco.  Alla periferia sud le  grotte di Montevicoli ricche di formazioni  stalagmitiche e stalattitiche.

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